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Newsletter - luglio 2010

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Bianco&Nero, un evento d’eccezione per la città di Udine

A settembre, appuntamento da non perdere a Udine: dal 2 al 12 la città ospiterà la seconda edizione di Bianco&Nero, grande contenitore di appuntamenti imperdibili tenuti insieme da un unico trait d’union cromatico. L’evento declina nei colori di Udine – il bianco e il nero, appunto – diverse forme artistiche e culturali, ospitate nei luoghi più suggestivi della città. A creare il richiamo cromatico che fa da sfondo all’intera kermesse, sarà una selezione dei nomi e delle espressioni più interessanti di arte, fotografia, cinema, giornalismo, enogastronomia italiani e internazionali.
Imperdibili gli appuntamenti con l’arte. Esordirà per la prima volta in Italia la mostra “Sumo”, che raccoglie quasi 400 scatti del controverso e celebrato Helmut Newton, mentre a Casa Cavazzini andranno in scena le opere di Maurits Cornelis Escher, incisore e grafico olandese noto per le celebri geometrie impossibili; Palazzo Morpurgo inoltre ospiterà la mostra fotografica “Immagini e parole” con i memorabili scatti di Henri Cartier-Bresson, maestro del fotogiornalismo mondiale e del bianco e nero. Ancora fotografia con la mostra “Libertà va cercando, ch’è si cara”, esplorazione fotografica della vita nelle carceri.
L’ex Mercato del Pesce farà da cornice alla mostra interattiva di fumetti “Supereroi in-contrastati. Tratti e personalità tra buio e luce”. Da non perdere gli appuntamenti con alcuni noti fumettisti italiani – Mario Alberti, Stefano Caselli, Giuseppe Camuncoli, Marco Checchetto – che mostreranno in tempo reale come il fumetto prende vita.
Per gli appassionati di cinema, due appuntamenti noir a sera, ma anche una prima nazionale: l’11 settembre sarà proiettata la pellicola restaurata Metropolis, di Fritz Lang, accompagnata dal vivo dalla Alloy Orchestra di Boston. E, ancora, i cinefili potranno partire alla scoperta delle “Dark ladies: le dive in bianco e nero del cinema americano anni ’40 e ’50” e godere di undici video in bianco e nero che reinventano il tempo sfruttando media diversi.
Da segnalare gli appuntamenti musicali. Si comincia il 4 settembre con il grande ritorno di Dalla e De Gregori e si prosegue il 7 settembre con “Diurni e notturni” di Jin Ju, al Teatro San Giorgio, e il 12 settembre con i dodici pianoforti, che suoneranno insieme nel loggiato di San Giovanni, accompagnati dal Coro del Friuli Venezia Giulia e da un’esibizione di danza. La proposta musicale di Bianco&Nero, incontrerà però l’interesse degli amanti dei generi più vari: venerdì 10 settembre un dj set d’eccezione animerà piazza San Giacomo con il white party condotto da uno special guest.
Nel corso di Bianco&Nero prenderanno vita anche performance ad alto impatto visivo ed emozionale con installazioni contemporanee: dal 2 al 12 settembre piazza San Giacomo sarà il teatro di un’installazione di Tomas Saraceno, mentre il cileno Iván Navarro, presente alla scorsa Biennale di Venezia, firmerà un’installazione di luci neon nei bunker di piazza Primo Maggio.
Bianco&Nero animerà Udine di imperdibili “Eventi di parola”, con incontri e dibattiti fra giornalisti, opinion leader, autori e scrittori. Diversi e interessanti gli incontri organizzati in collaborazione con la Fondazione Corriere della Sera: l’8 settembre alle 21.00 Beppe Severgnini parlerà di “Cosa c’è sotto la lingua. Brevi lezioni di anatomia giornalistica”, mentre il 9 settembre alla stessa ora Ferruccio De Bortoli terrà un dibattito dal titolo “Vero su bianco. Narrare la realtà del quotidiano”. Il 5 settembre, invece, il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz terrà un incontro dal tema “Bianco e Nero: la musica tra logos e mito”. Ancora parole nei locali del Visionario: il 3 settembre Fulvio Irace, del Politecnico di Milano, parlerà de “La solitudine dell’archistar” e il 9 settembre il fotografo Ferdinando Scianna interverrà con l’incontro “Vedo, parlo e sento in bianco e nero”.
Il programma di Bianco&Nero è consultabile sul sito www.biancoeneroudine.com.


Settembre, tempo di montagna. Le vette attive del Friuli Venezia Giulia

Anche a settembre, montagna per tutti i gusti in Friuli Venezia Giulia. In mountain bike o pullman, a cavallo, lungo sentieri naturalistici o sulle tracce della storia: le vette della regione accolgono escursionisti grandi e piccoli con tante attività. Tutte rigorosamente accompagnate da guide naturalistiche o alpinistiche o istruttori sportivi. Mete degli escursionisti settembrini, Tarvisiano e Carnia.
Le montagne del Tarvisiano – Catena Carnica Orientale e Alpi Giulie, al confine con Austria e Slovenia – sono un paradiso selvaggio e intatto interessante per i naturalisti, che possono trovarvi per esempio l’unica presenza italiana della rara wulfenia carinthiaca. Per conoscere queste zone, l’Agenzia TurismoFVG ripropone anche per il 2010 numerose attività, organizzate per pubblico e tema. A settembre i più piccoli, dai 6 ai 14 anni, potranno avvicinarsi giocando all’arrampicata sportiva o approfittare delle uscite nel bosco per scoprire i segreti della natura con due itinerari, “Caccia alla traccia” e “Il mio primo erbario”. Il Tarvisiano si apre anche agli appassionati di storia, condotti da guide alpine ed esperti storici sui luoghi della Grande Guerra, sul fronte bellico fra Italia e Austria. E poi natura, natura, natura: passeggiate per tutti o escursioni per esperti sui sentieri più spettacolari della Valcanale e Canal del Ferro o “Sulle orme di J. Kugy”, alla scoperta delle Alpi Giulie care all’alpinista poeta Julius Kugy.
A settembre, proposte dinamiche anche sulle montagne della Carnia, che comprende parte delle Alpi Carniche e delle Dolomiti Friulane al confine con l’Austria, fra cime svettanti, pareti di roccia, prati, alpeggi, boschi rigogliosi e secolari. Le attività guidate proposte per settembre in Carnia si rivolgono a escursionisti di ogni genere. I ragazzi potranno partecipare a passeggiate didattiche nella natura o a un’avventurosa caccia al tesoro. E per conquistare in maniera alternativa la montagna, è possibile optare per la passeggiata a cavallo, l’escursione naturalistica in mountain bike o il canyoning lungo i torrenti. O, ancora, per più comodi itinerari in pullman, fra arte, storia, tradizioni, sapori della Carnia, con visite a musei, luoghi di interesse storico-artistico o di produzione dei prodotti più tipici, come il celebre prosciutto di Sauris. E alla cultura e al floklore carnici è dedicata anche CuriosArta, rassegna di incontri di approfondimento sulla Carnia previsti ogni settimana nella località termale di Arta Terme.


A Grado per un tuffo nei sapori del mare

Grado non è solo un labirinto di calli misteriose e un dedalo di canali ma anche, o soprattutto, una città di pescatori dove l’attività della pesca ha da sempre scandito le giornate e portato in tavola le primizie del mare Adriatico che ancora oggi si possono degustare soggiornando sull’Isola del Sole. A Grado, rinomata meta balneare, l’enoturista assaggerà piatti di mare che non trovano eguali altrove, preparati utilizzando il pescato giornaliero: la laguna, in particolare, fornisce quotidianamente le tavole di cefali, orate, branzini e anguille oltre che di crostacei e i molluschi. Nelle calli e campielli del centro storico, i ristoranti propongono il meglio della cucina gradese, resa unica dalla lunga tradizione di ricette tramandate di generazione in generazione.
Il piatto gradese per eccellenza è il “boreto a la graisàna”, che non è né un brodetto né una zuppa ma una pietanza, unica per semplicità di ingredienti e preparazione, inventata dai pescatori della laguna. La sua origine, infatti, risale al periodo in cui i pescatori, che risiedevano nei casoni della laguna di Grado, vivevano principalmente di pesca: il boreto, infatti, era originariamente un piatto povero cucinato in una casseruola di ferro dove si metteva un po’ d’olio di semi, l’aglio a spicchi interi e il pesce annaffiato con aceto bianco e pepe nero. Ora il boreto è il piatto che contraddistingue l’isola, da provare per “assaggiarne” l’essenza. Dal mare e dalla laguna, inoltre, arrivano quotidianamente altri tipi di pesci, elaborati con maestria dai ristoratori locali: orate, branzini, anguille, “schile” (gamberetti), sarde, sardoni, “sievoli” (cefali) sono solo alcuni dei pesci che vivono nell’ecosistema lagunare in condizioni ottimali e che vengono cucinati utilizzando le ricette tipiche della zona. I “sievoli sotto sal”, ad esempio, sono cefali conservati sotto sale per due o tre mesi ma risultano squisiti anche preparati in “savor”, una marinatura eseguita il giorno precedente al consumo. Una preparazione tradizionale proposta nei locali gradesi, inoltre, è quella con cui si cuicina il matan (o aquila di mare o pesce colombo) che viene tagliato a tranci, i quali vengono poi legati tra loro con uno spago e posti a seccare al sole. Da provare anche la “pasta con gli zottoli” (pasta con le seppioline) e la “zuppa di gò” (il ghiozzo è un pesce che vive nei fondali lagunari).
Ma Grado non è solo pesca: la zona circostante è ricca di prodotti che si possono assaggiare in abbinamento al pescato dell’isola. Da più di due secoli, ad esempio, i coltivatori di asparagi di Fossalon lavorano per migliorare la qualità e le tecniche di produzione dell’asparago bianco, caratterizzato per il turione completamente bianco, di dimensioni medie o elevate, privo di fibrosità e con l’apice ben serrato. Passando il ponte che collega Grado alla terraferma si arriva invece a Fiumicello, piccolo paese della Bassa friulana dove sono coltivate oltre cento varietà di pesche: queste mantengono gusto e profumo perché vengono colte dall’albero solo quando sono mature. II terreno pianeggiante di questa zona possiede una particolare fertilità e da oltre cinquant’anni il pesco ha trovato qui un habitat ideale.
Queste delizie si possono degustare in abbinamento ai vini di una delle zone DOC del Friuli Venezia Giulia, la DOC Friuli Aquileia, costituita dalla fascia di terra che si affaccia sulla laguna di Grado e prosegue a nord. Le caratteristiche pedoclimatiche si sono rivelate fin dall’antichità particolarmente adatte alla coltivazione della vite, tanto da assicurarne le ideali condizioni di equilibrio, fattore principale per ottenere uve di elevatissima qualità che danno vita a vini bianchi e rossi d’eccellenza. Un pasto a base di pesce e prodotti del territorio può essere concluso assaporando il digestivo dell’isola, il “santonego”, realizzato con l’assenzio marino, un’erba aromatica raccolta in ambiente lagunare.


Munch e lo spirito del Nord: un’altra grande mostra a Villa Manin di Passariano

Dal 25 settembre 2010 al 6 marzo 2011 il Friuli Venezia Giulia ospiterà in una delle sue perle architettoniche più belle, Villa Manin di Passariano, la mostra “Munch e lo spirito del Nord. Scandinavia nel secondo Ottocento” che racconterà ai visitatori le suggestioni nordiche tramite la pittura norvegese, svedese, finlandese e danese, con una particolare attenzione alle opere di Edvard Munch. Un grande evento che conferma la regione come sede di eventi di assoluto rilievo. L’Agenzia TurismoFVG ha quindi pensato ai visitatori della mostra costruendo Art&Performance, un prodotto turistico ad hoc che consente di recarsi all’esposizione e al contempo approfittare per conoscere le altre attrazioni culturali del Friuli Venezia Giulia: la promozione omaggerà chi soggiorna una notte nelle strutture alberghiere convenzionate della regione di un biglietto di ingresso alla mostra.
Per la prima volta in Italia, l’esposizione è specialmente dedicata al paesaggio ma è ben raccolta anche attorno al tema del ritratto e della figura. Composta di circa 130 opere provenienti soprattutto dai musei scandinavi ma anche da alcuni altri musei sia europei sia americani, si dividerà in cinque sezioni: le prime quattro riservate alle scuole nazionali, mentre la sezione di chiusura sarà dedicata a Edvard Munch, con 40 opere in totale, di cui 30 quadri e 10 lavori su carta. Dunque una sorta di grande mostra nella mostra, prendendo in considerazione gli anni di esordio e poi i due decenni – l’ultimo del XIX secolo e il primo del XX – che ne hanno decretato l’universale fama.
Accanto alle opere di Munch, la mostra propone altri dipinti a rappresentare la pittura in Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca nel secondo Ottocento, quella pittura che appunto rappresenta “lo spirito del Nord” e che quindi non può che trovare in Munch il suo logico e imprescindibile punto d’arrivo. Il senso del tempo, la luminosità delle estati, la profondità delle notti invernali, il velluto del muschio, il bianco dei fiori sotto il bianco delle lune estive, è quello che si intende mostrare al pubblico italiano.
Ovviamente la mostra non fa mancare nessuno dei principali protagonisti del periodo, a cominciare in Danimarca da Ring, Philipsen, Syberg, Gottschalk e Hammershøi, le cui opere sono per la prima volta esposte in Italia. Si prosegue poi, in Norvegia, con le opere di Nielsen, Backer, Thaulow, Krohg, Skredsvig; e poi con Larrsson, Nordström, Zorn, Jansson, Prince Eugen, Strindberg per la Svezia; Edelfelt, Gallen-Kallela, Järnefelt, Churberg, Halonen, Thesleff per la Finlandia.


Dream House, accoglienza da sogno a due passi dal mare

Su una delle strade più belle e panoramiche d’Europa, la strada costiera che conduce a Trieste, nascosto nel folto della macchia mediterranea che ombreggia la costa, un indirizzo prezioso per chi progetta un soggiorno triestino di relax o lavoro: il bed&breakfast Dream House è una villa incantevole, immersa nel verde silenzioso di pini secolari e a pochi metri dal mare. La villa accoglie i suoi ospiti in tre camere matrimoniali ampie e luminose, recentemente rinnovate. Tutte con bagno privato, le stanze sono dotate di ogni comodità: impianto di climatizzazione, frigobar e grande terrazzo. Ma il comfort più prezioso è la vista superba di cui la villa gode: camere e terrazze si affacciano sul mare e sul verde del giardino, offrendo agli occhi un panorama spettacolare. Dalle ampie vetrate delle camere lo sguardo domina l’intero golfo di Trieste e si spinge fino a Grado, toccando la costa slovena e nei giorni più tersi anche quella croata.
Il mare, al B&B Dream House, è proprio sotto casa. Basta scendere le scalette che portano alla spiaggia di scogli e ghiaia, libera e riservata, giusto sotto la villa. Il mare, lungo questo tratto di costa, è azzurro e trasparente. Poco oltre le acque pulite ospitano un allevamento ittico e la sera, quando il sole è sceso, dalla terrazza si gode lo spettacolo delle barche da pesca, che raccolgono i mitili alla luce tremolante delle lampare. Il B&B è però in posizione strategica anche per chi ama godersi la spiaggia senza rinunciare alla comodità, perché a poca distanza si trovano stabilimenti balneari attrezzati, mentre chi voglia godersi il sole ancora più comodamente può approfittare della piscina con trampolino e del solarium con doccia e lettini di cui la villa dispone, per giornate d’estate in piena riservatezza.
Durante il soggiorno gli ospiti più attivi potranno dedicarsi a sport diversi: non lontano dalla villa si trovano circoli di tennis, due campi da golf (uno a Trieste e uno a Grado) e si possono noleggiare barche e mountain bike per escursioni.
Appartata e silenziosa, la villa è a pochi metri dalla fermata degli autobus diretti in città. Comoda, quindi, anche per visitare la fascinosa città di Trieste, passeggiare nel suo centro elegante o sedersi in uno dei tanti locali storici dove si consuma il rito cittadino del caffè.