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Newsletter - aprile 2011

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Nuove visite guidate per scoprire un Friuli Venezia Giulia ancora inesplorato

L’Agenzia TurismoFVG propone interessanti visite guidate nel corso di tutta l’estate nei siti di interesse storico e culturale del Friuli Venezia Giulia.
Le interessanti novità di quest’anno sono rappresentate dalle visite, proposte a sabati alterni, “Trieste letteraria – Trieste, ispirazione di grandi scrittori” e “Trieste mosaico di culture – Tante religioni un unico popolo”; il primo itinerario conduce gli ospiti della città attraverso i luoghi che hanno ispirato i grandi nomi della letteratura passata e contemporanea per far rivivere le storie degli autori classici come Joyce, Saba e Svevo, ma anche più moderni come Heinichen e Magris, mentre il secondo porta i visitatori alla scoperta delle diverse culture ed etnie che hanno trasformato la piccola cittadina medievale di mare in uno dei più grandi empori dell’800.
Un’altra interessante novità della stagione è Archeologia in Carnia – Visite guidate alla scoperta dell’antica Iulium Carnicum – Zuglio”che, a partire dal 28 maggio e per tutti i sabati, sveleranno i misteri finora celati della città romana più settentrionale d’Italia. Il Civico Museo Archeologico offrirà al visitatore una panoramica dello stato attuale della ricerca archeologica in Carnia e un quadro aggiornato dei risultati acquisiti nel corso delle indagini effettuate a Zuglio; l’itinerario includerà inoltre una visita al foro, edificato in età augustea e dominato da un edificio sacro.
Non solo novità ma anche visite di grande successo già proposte in passato riprenderanno con un fitto calendario estivo; tra queste troviamo le “Visite guidate alla scoperta di Aquileia”, Patrimonio dell’umanità tutelato dall’Unesco e sito archeologico tra i più importanti in Italia, e le “Visite guidate alla scoperta di Cividale del Friuli”, capitale del primo ducato longobardo in Italia; continuano inoltre tutto l’anno, intensificandosi nel periodo estivo, le “Visite guidate alla scoperta di Trieste – Scopri gli angoli più belli di Trieste”.
Di particolare interesse sono inoltre le visite dedicate all’arte del mosaico di Spilimbergo: “Terre di mosaici – Visite guidate alla Scuola Mosaicisti del Friuli”. Il percorso si sviluppa all’interno della scuola, unica struttura al mondo interamente dedicata all’arte musiva, che ospita studenti di ogni nazionalità. Originale peculiarità della proposta firmata TurismoFVG è la dimostrazione pratica delle tecniche di mosaico condotta da due allievi durante la visita alle aule.
Come ogni anno sarà il 1° maggio la data di apertura della stagione delle esibizioni della Pattuglia Acrobatica Nazionale; un’occasione in più per non perdere l’appuntamento con il “LIVE Frecce Tricolori – Visite guidate nella Base Aerea di Rivolto”, un’emozionante esperienza guidata da un responsabile dell’Aeronautica Militare all’interno del centro logistico e punto di partenza delle esibizioni in cielo della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito dell’Agenzia TurismoFVG (www.turismofvg.it) o contattare il numero verde 800 016 044. Prenotazioni e adesioni per le visite guidate si possono richiedere presso tutti gli infopoint TurismoFVG della regione. E per permettere a tutti di approfittarne, sono disponibili varie promozioni: molte delle attività sono gratuite per chi dispone della FVG Card, la discovery card dell’Agenzia  TurismoFVG.


In vacanza sulle house boat: una crociera fluviale adatta a tutti

Da quest’anno il Friuli Venezia Giulia propone una nuova esperienza di vacanza: è infatti possibile percorrere alcuni dei corsi d’acqua della regione a bordo di una vera house boat, provando così l’ebbrezza di diventare i capitani di una crociera fluviale unica, scegliendo autonomamente il ritmo della propria vacanza, potendo combinare relax e attività ricreative a terra, garantendosi così qualcosa di nuovo e divertente ogni giorno.
Questa vacanza è adatta proprio a tutti (alle famiglie, ai gruppi di amici, alle coppie) e permette di visitare luoghi romantici e ricchi di fascino, effettuare escursioni a terra, conoscendo così i centri abitati più interessanti e pittoreschi e gustando inoltre l’ottima cucina tipica locale; e per fare tutto ciò non servirà neppure essere marinai esperti, in quanto le house boat si guidano senza patente!
Salpando da Precenicco, si potrà partire alla scoperta dell'antica via navigabile della Litoranea Veneta, storicamente utilizzata dai veneziani per i loro commerci nell'entroterra; questo itinerario consente di attraversare centri storici di grande bellezza e interesse, così come oasi naturalistiche di pregio. Inoltre, le più famose spiagge del nord-est sono solo a pochi passi: litorali dalla sabbia finissima e un mare che digrada dolcemente a Lignano Sabbiadoro e a Grado, baie incastonate tra candide rocce a Trieste. Ormeggiando il battello a pochi passi dal centro si potrà godere così di fantastiche giornate di relax in riva al mare.
Tra i centri storici di maggiore rilievo una menzione speciale va ad Aquileia, fondata nel 181 a. C., che ha un'area archeologica di eccezionale importanza, considerata dall'Unesco Patrimonio dell'umanità. Miriadi di reperti del periodo romano sono raccolti nel Museo Archeologico Nazionale e nel tempio della splendida Basilica di S. Maria Assunta si possono ammirare i famosi mosaici paleocristiani che costituiscono una tappa fondamentale nella storia dell'arte italiana.
Unita alla terraferma da una sottile striscia di terra, si trova poi Grado, che custodisce un centro storico in cui è bello perdersi tra le calli e i vicoli, sorvegliati dalle pittoresche case dei pescatori, strette una all'altra.
Distante solo pochi chilometri dall’itinerario vi è Trieste, antica Repubblica Marinara e oggi capitale culturale europea; ormeggiando l’house boat a Grado, è infatti possibile effettuare interessanti escursioni giornaliere sfruttando il collegamento marittimo veloce.
Questo itinerario soddisferà proprio tutti, perché oltre al divertimento e al relax delle spiagge e ai luoghi storici, vi è anche una splendida natura incontaminata. Troviamo infatti anche la Laguna di Marano, che si trova racchiusa tra l'ultima punta litoranea di Lignano e la Laguna di Grado, è un'area di una straordinaria bellezza paesaggistica che ospita una fauna e una flora unica e di grande valore naturalistico. Protetta dal mare aperto da una serie di isole e isolette, come quella di Sant'Andrea, nota anche come l'Isola delle conchiglie, è caratterizzata da una vegetazione palustre e dalla singolarità degli insediamenti temporanei dei pescatori.
Infine, sulle house boat è possibile imbarcare anche le biciclette così da poter aggiungere al proprio itinerario escursioni ciclabili che consentiranno di godere di tutte quelle bellezze naturali ed architettoniche che sono nelle immediate vicinanze dei corsi d’acqua.


Hemingway e la profezia che fece scoprire al mondo la “Florida d’Italia” – Sesta puntata: autori celebri in Friuli Venezia Giulia

Da ventisette anni Lignano Sabbiadoro rievoca il fascino sempre attuale della figura di Ernest Hemingway, in occasione del “Premio Ernest Hemingway Lignano Sabbiadoro”, concorso giornalistico-letterario tra i più prestigiosi del panorama italiano, che quest’anno si terrà il prossimo 21 maggio. Come sempre, anche la prossima edizione del premio sottolineerà il legame che, dal giorno della visita dello scrittore alla spiaggia di Pineta, Lignano non ha dimenticato. Divenne infatti storica l’escursione che il 15 aprile del 1954 Hemingway fece nella famosa cittadina balneare; il destino della località dalle "sabbie d'oro" fu segnato quando, lo scrittore premio Nobel, sentenziò profetico: “Questo posto diventerà la Florida d’Italia”. E proprio come in una profezia, nacque Lignano Pineta, esattamente come l’immaginò il talentuoso architetto Marcello D’Olivo, che disegnò un’avveniristica pianta circolare con case basse protette nella pineta dove ogni abitazione misurava la stessa distanza dal mare.
Il noto scrittore rimase così affascinato da Lignano che decise addirittura di costruirsi una casa; acquistò un terreno ma alla fine l’edificio non venne mai edificato. Oggi, su quello stesso terreno, si trova il Parco Hemingway, uno splendido parco pubblico immerso nella pineta, dove i bimbi possono giocare e gli adulti fare attività fisica grazie al percorso ginnico creato ad hoc.
Nell’autunno del ’48, durante una vacanza a Cortina, Hemingway fece amicizia con i conti Kechler i quali avevano diverse residenze nella bassa udinese, in Friuli Venezia Giulia e, saputo della sua passione per la pesca, lo invitarono nella loro casa di Percoto.  Villa Kechler, in quell’epoca, era dotata di un grande parco che veniva utilizzato per le battute di caccia alla volpe; attualmente, davanti alla villa si può ancora ammirare il vecchio pozzo seicentesco, posto al centro di una aiuola verde.
Questi luoghi, visti soprattutto nel loro aspetto invernale, produssero in lui una sorta di incantamento che gli permise di comunicare le sue inquietudini e le sue ossessioni per la seconda guerra mondiale, il declinare dell’età e il sogno di una rinnovata giovinezza, all’interno della vicenda del suo romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”.
Nelle stupende dimore dei Kechler, nel mezzo di un meraviglioso paesaggio di salici, pioppi e lagune che gli ricordavano i luoghi della sua infanzia, lo scrittore si integrò così bene che fu spesso ospite anche a villa Barbarigo de Asarta di Fraforeano e a San Martino di Codroipo, maestosa ex residenza dei Manin, che probabilmente è il luogo di cui parla nel suo romanzo quando dice “Mi piacerebbe essere sepolto sui bordi della tenuta, ma in vista della vecchia casa elegante e dei grandi alberi alti.(…) Sarei una parte del suolo dove i bambini giocano la sera e la mattina forse continuerebbero a allenare i cavalli, a saltare e gli zoccoli calpesterebbero l’erba e le trote affiorerebbero nello stagno quando ci fosse uno sciame di moscerini”.
Ma purtroppo, dopo il 1954, il grande scrittore non tornò più in questi luoghi pieni di fascino e di storie non ancora del tutto raccontate.


Stazione di Topolò, crocevia di incontri e scambi culturali degni di una capitale

Dal 2 al 17 luglio prenderà vita a Topolò, piccolo borgo di trenta abitanti sull’estremo confine italo-sloveno nelle Valli del Natisone, la diciottesima edizione della manifestazione Stazione di Topolò/Postaja Topolove che ogni anno trasforma il paese in un crocevia di incontri e scambi culturali degni di una capitale. Registi, musicisti, scrittori, fotografi, performer e uomini di scienza provenienti da tutto il mondo confrontano la loro ricerca con la molteplice realtà del luogo.
Stazione di Topolò, viene definito un "non-festival" per le sue caratteristiche anomale rispetto alle consuete rassegne artistiche. I motivi sono molti, a iniziare dalla situazione logistica; gli artisti, infatti, ospitati nelle case all'interno del paese, vivono una situazione di quotidianità diversa da quella cui sono abituati e che di solito li relega in alberghi dai quali escono solo per le prove e per le esibizioni. A Topolò tutto ciò non accade perché il programma non prevede spettacoli itineranti ma solo progetti creati ad hoc. Quanto si vede e si ascolta nasce da un rapporto con il luogo – si utilizza infatti quanto è in paese, adeguandosi a spazi e situazioni che non vengono modificati – che diventa l'ispiratore principale di tutti gli interventi che in questo modo risultano unici e irripetibili, attraendo sempre più anche chi opera in campi non artistici.
L'abbattimento delle frontiere tra artista affermato e quello che solitamente è il pubblico, è uno dei perni della Stazione e della sua unicità; infatti a Topolò non esistono palchi, camerini o pubblico passivo perché questo è un modo di fare cultura che nasce dall'incontro tra veri e propri professionisti e semplici amatori. Il tutto avviene senza formalismi e sovrastrutture patinate, assenze che permettono la realizzazione di un programma culturale di qualità e sostanza a costi decisamente contenuti.
Considerando che le performance vengono create “sul posto” e che gli artisti partecipano gratuitamente, il programma dettagliato non viene mai “rivelato” se non fino all’ultimo momento, lasciando così tutti con il fiato sospeso. A ogni modo, pur essendo le proposte segretissime, saranno comunque moltissimi i "viaggiatori" che giungeranno alla Stazione per realizzare i loro progetti. Tra le anticipazioni, parteciperanno il grafico e disegnatore Guido Scarabottolo, il performer tedesco Ulay, la coppia di musicisti norvegesi Per Platou e Signe Lidén, il fotografo e musicista inglese Jez riley French, lo scrittore Gian Luca Favetto, il videomaker e musicista electro Massimo Croce, i napoletani della Piccola Officina di Teatro con il loro "teatro per un ascoltatore", la regista slovena Anja Medved con le sue indagini sui segreti del confine, workshop dedicati alle percussioni da strada e alla musica klezmer (di tradizione ebraica), le immancabili presenze della Topolovska Minimalna Orkestra de Les Tambours de Topolò – un ensemble dal numero mutevole costituito sia da professionisti, sia da ragazzi della zona alle prime armi – e del Centro Culturale dell'Università di Klagenfurt. Inoltre, verrà proposta la singolare performance realizzata dall'artista e maratoneta Enrico Viola che percorrerà, di corsa, il tragitto di 140 chilometri che separa Topolò dalla istro-slovena Topolovec. Questi sono solo alcuni dei partecipanti alla diciottesima edizione della Stazione.


Gelindo dei Magredi Country Resort, il piacere delle cose genuine

In un paese di nome Vivaro, poco a nord di Pordenone, ai piedi delle Dolomiti Friulane e immerso nell’ampio territorio dei Magredi (Zona di Protezione Speciale per l’avifauna e Sito d’Interesse Comunitario), si trova un country resort in cui adulti e bambini possono essere ospitati e vivere a stretto contatto con gli animali della fattoria, la natura circostante e i loro prodotti. Fondato nel 1970 come azienda agricola dai discendenti di Gelindo, un nobile ungherese, la struttura Gelindo dei Magredi è e poi cresciuta tanto da ospitare oggi anche un Ecomuseo e offrire l’occasione per trascorrere una vacanza allegra, spensierata e istruttiva poiché la forza dell’agriturismo consiste nella capacità di far riscoprire sapori, valori e tradizioni che a volte si rischia di dimenticare e che spesso non si riesce a comunicare a dovere alle nuove generazioni.
La fattoria dà l’opportunità di partecipare a molte attività, organizzando corsi di cucina per adulti con la possibilità di preparare le conserve e portarle a casa a fine vacanza oppure stage di mosaico e antichi mestieri adatti a tutte le età. Oltre a ciò, l’orto botanico, l’arcieria, la bicicletta, la piscina, i cavalli e gli asini comunicano una proposta davvero completa rendendo la location ideale per ogni tipo di turismo.
Anche la ristorazione da Gelindo è naturale, poiché propone una cucina semplice e contadina che si basa sui prodotti della fattoria biologica: miele dei mille fiori dei Magredi, burro, formaggio Montasio, polli, faraone, oche, germani, conigli, porchette, agnelli e struzzi allevati all’aperto nell’aria frizzante dei Magredi. E poi ancora frittate di uova fresche di giornata, accompagnate dalle deliziose erbe dell’orto; il tutto innaffiato da succo di mela biologico e dai tipici vini dei Magredi.
Gli alloggi sono distribuiti in 4 dependance e hanno camere dotate di ogni comfort, i ristoranti sono accoglienti e ampi spazi della fattoria agrituristica sono dedicati alle produzioni biologiche e all’area agri benessere; tutti questi particolari rendono Gelindo dei Magredi un Country Resort ideale per un breve soggiorno e per una vacanza all’insegna del “vivere bene”.