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Oltre lo sci: scopri l'inverno del Friuli Venezia Giulia con le gratuità della FVG card
Vuoi fare un’esperienza completa della montagna invernale a costi contenuti? Sei un vero amante della montagna e vuoi conoscerla rispettando i suoi equilibri? Hai in programma una settimana bianca con la tua famiglia? Il Friuli Venezia Giulia è il posto giusto per te: località piacevoli e mai affollate, vegetazione e fauna di ricchezza e varietà uniche in Europa, paesaggi ancora incontaminati, specialità enogastronomiche capaci di presentare i prodotti locali e i piatti tradizionali in chiave moderna e sempre nuova. E, allo stesso tempo, piste sicure e poco affollate e offerte pensate per far conoscere le bellezze regionali spendendo poco: la FVG card, il pass che con 15, 20 o 29 € ti permette di accedere a tanti servizi turistici e a oltre 200 strutture convenzionate del Friuli Venezia Giulia spendendo meno, comprende per questa stagione anche numerose gratuità.
Da metà dicembre alla fine di marzo, una guida naturalistica potrà accompagnarti in un’uscita di nordic walking o in una ciaspolata, una camminata con le tradizionali racchette da neve. Ce n’è per tutti i gusti: ciaspolate panoramiche per ammirare lo spettacolo delle montagne, fotografiche per ritornare a casa con magnifici ricordi, naturalistiche per osservare la vegetazione e la fauna invernale lungo il fiume Tagliamento o nella pace dei boschi. Le passeggiate sono poco impegnative e adatte a tutti, anche a gruppi familiari, ma se sei più allenato puoi scegliere una vera escursione di alcune ore. Guida, racchette da neve e bastoncini sono compresi gratuitamente nella FVG card. Per una diversa ed emozionante esperienza sensoriale, la ciaspolata può essere intrapresa anche al crepuscolo per immergersi nell’incanto dei suoi colori, o nel silenzio della notte alla luce della luna e con l’aiuto di piccole torce. Attraverso figure mitologiche e leggende potrai anche imparare a riconoscere le costellazioni, sempre con il sapiente aiuto della guida.
Ai bambini sono dedicati momenti speciali, come lezioni di sci da fondo, sleddog, passeggiate naturalistiche alla scoperta del bosco. Per tutta la famiglia, invece, giri in carrozza trainata da cavalli e salite sul monte Lussari o sul monte Canin in cabinovia. Tutto sempre compreso nella FVG card! E per lo shopping? FVG card ha pensato anche a questo prevedendo sconti sui prodotti in vendita nelle botteghe artigiane della Carnia.
Dulcis in fundo: il Friuli Venezia Giulia conquista sempre i suoi ospiti con le specialità dell’enogastronomia. Perché non approfondire le proprie conoscenze culinarie con un laboratorio del gusto? La FVG card comprende anche stage per scoprire la storia e i segreti della cucina carnica, dal prodotto della terra, alla sua lavorazione e presentazione per arrivare, naturalmente, alla degustazione finale. Erbe spontanee, formaggi, salumi, funghi e piccoli frutti ti aspettano!
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Un po’ di Venezia ai confini d’Italia: Muggia e il suo carnevale
Affacciata su una piccola darsena ai piedi delle colline, in una zona che geograficamente è già Istria, Muggia è l’ultimo lembo di terra italiana a est. Il legame storico con Venezia si manifesta in modo evidente nell’aspetto e nel dialetto, ma si svela anche nel tradizionale carnevale che a Muggia si festeggia almeno dal 1420. Da secoli, il “mato carneval”, il pazzo carnevale, si apre il giovedì grasso con il “ballo della verdura”, una danza di uomini e donne addobbati con ghirlande di verdura in testa e arance, e si chiude il mercoledì delle Ceneri, con il “funerale” al carnevale. Nel mezzo, un’intera settimana di spettacoli, colori, scherzi e teatro di strada che raggiunge il culmine con la sfilata dei carri allegorici, in programma la mattina di domenica, la cui costruzione impegna per mesi le numerose abilità artigiane della cittadina, retaggio dei mestieri legati ai cantieri navali della zona.
L’organizzazione della manifestazione è affidata alle “Compagnie”, gruppi di privati cittadini animati dallo stesso amore per la loro città e le sue tradizioni, che ogni anno scelgono i temi da rappresentare nell’arco della sfilata e li sviluppano nella realizzazione dei carri e nella creazione di pantomime e spettacoli. Una particolarità del Carnevale muggesano è l’assenza delle maschere facciali: a Muggia si partecipa al carnevale proprio per esporsi al pubblico e farsi riconoscere e perciò i volti non vengono nascosti da maschere.
Fanno da scenario a tutta la festa le caratteristiche calli, la pittoresca piazza d’inverno con il duomo in stile gotico-veneziano e il municipio con la facciata ornata dai Leoni di San Marco e dagli stemmi delle antiche famiglie nobiliari muggesane, il mandracchio, le chiese del Crocifisso e di san Francesco. Infine, non possono certo mancare crostoli e frittelle!
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La Storia dei Longobardi comincia a Cividale con Paolo Diacono – Tredicesima puntata: autori celebri in Friuli Venezia Giulia
“Indeque Alboin cum Venetiae fines, quae prima est Italiae provincia, sine aliquo obstaculo, hoc est civitatis vel potius castri Foroiulani terminos introisset, perpendere coepit, cui potissimum primam provinciarum quam ceperat committere deberet”.
“Di lì Alboino, dopo aver varcato senza nessun ostacolo i confini della Venezia, che è la prima delle province d'Italia, ed essere entrato nel territorio della città o piuttosto del castello di Forum Iulii, cominciò a considerare a chi fosse meglio affidare la prima provincia che aveva conquistato”. Paolo di Warnefrido, detto il Diacono, racconta così l’arrivo dei Longobardi in Italia attraverso la civitas Forum Iulii, l’antica Cividale del Friuli, spiegando poi dell’istituzione del primo ducato e della scelta di Cividale come sua capitale e, infine, della decisione di affidare il ducato al nipote Gisulfo. Era il 568; Paolo nacque nella stessa Cividale, ma solo più tardi, nel 720, e scrisse la sua famosa “Storia dei Longobardi” dopo la caduta del regno nelle mani di Carlo Magno nel 773. L’anno successivo, Paolo decise di ritirarsi nel monastero di Montecassino, forse per sfuggire alle probabili vendette dei Franchi e lì, nel silenzio monastico, rese onore al suo popolo scrivendone la storia. La “Historia Langobardorum” è, da allora e ancora oggi, il testo fondamentale per la ricostruzione delle vicende dell’Italia dal VI all’VIII secolo e delle relazioni fra Longobardi, Franchi, Bizantini e Papato.
Gli anni che Paolo passa a Cividale sono anche quelli che hanno lasciato le più significative testimonianze nell’arte orafa, nell’architettura e nella scultura. Gli elementi longobardi di Cividale fanno parte, unitamente ad altre testimonianze in altre città, dell’itinerario I Longobardi in Italia: i luoghi del potere, di recente riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità. Per quanto riguarda Cividale, sono inseriti in questo sito l’area della “gastaldaga" con il tempietto longobardo, che è la più importante e meglio conservata testimonianza architettonica dell'epoca longobarda, e il complesso episcopale del patriarca Callisto, che costituiva il principale complesso religioso e comprendeva la basilica, il battistero di San Giovanni Battista e il palazzo patriarcale. Delle opere architettoniche restano oggi solo poche tracce, ma in compenso le ricerche archeologiche hanno restituito alcuni tra i manufatti più raffinati della scultura longobarda, come il fonte battesimale del patriarca Callisto e l'altare del duca Ratchis. Altri importanti manufatti di epoca longobarda, tra cui alcune rarissime monete d’oro, sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale.
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I tesori della Val Alba tra natura e storia
Tra le montagne del Friuli Venezia Giulia ci sono dei veri e propri scrigni, ricchi di bellezze naturali e insieme densi di storia. È così per la Val Alba, area di grande interesse ecologico tra Alpi e Prealpi, dichiarata Riserva naturale regionale nel 2006 per le sue peculiari caratteristiche naturalistiche, storiche e culturali. La fortuna di questo territorio è che la presenza dell’uomo, che si perde nei millenni, è sempre stata discreta, oggi diremmo “sostenibile”. Così, i segni che l’uomo ha lasciato non compromettono l’ambiente naturale, ma anzi lo arricchiscono rendendo questa zona attraente da molti punti di vista e per molti visitatori.
La Val Alba ricade nell’ambito del Parco delle Prealpi Giulie e si estende per quasi 3.000 ettari nel comune di Moggio Udinese. È attraversata dal Rio Alba, da cui prende il nome, che tra le creste rocciose della valle forma cascate spettacolari con le sue acque cristalline. Le sorgenti del Rio Alba sono una delle mete consigliate per un’escursione, tra faggi, abeti rossi e pini neri, alla scoperta dell’autentica essenza della Riserva. Durante le passeggiate, i più fortunati possono scorgere anche qualche esemplare delle 80 specie di uccelli nidificanti o delle 50 specie di mammiferi che popolano l’area, oltre a rettili ed anfibi.
Tra sentieri e mulattiere, gli escursionisti possono cogliere lo spettacolo della natura, ma anche ricalcare le tracce della Grande Guerra. Da questa valle passava infatti la seconda linea del fronte e sono ancora visibili alcune opere belliche come ricoveri in quota, strutture difensive, piccoli dormitori e postazioni in galleria. Le escursioni al rifugio Vuâlt, al bivacco Bianchi o ai resti dell’ex ospedale militare sono adatti a tutti, anche a gruppi familiari.
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Apre tra le piste dello Zoncolan l’albergo rifugio Goles
Ma è un albergo o un rifugio? Il Goles, che aprirà in concomitanza con l’inizio della stagione invernale 2011 fissato l’8 dicembre, è un albergo nei servizi e un rifugio nell’aspetto. Situato sul Monte Zoncolan, a 1600 m di altezza, l’albergo è circondato da 30 Km di piste di discesa e di fondo in una cornice di eccezionale bellezza. Nel rispetto della storia e della tradizione del posto, è costruito con i materiali tradizionali, pietra e legno, ma sfrutta i più moderni principi costruttivi di equilibrio ecologico per il risparmio energetico. Anche gli arredamenti interni sono in legno, in perfetto stile alpino. Ha però tutte le carte in regola per accogliere e far riposare gli ospiti dopo un’intensa giornata di sci. Le camere sono dotate di tv satellitare, collegamento a internet e web cam sul comprensorio; il ristorante propone le specialità gastronomiche della Carnia accompagnate da un vasto assortimento di vini; il relax è invece garantito nell’area benessere che dispone di saune e idromassaggi.
Il Goles è aperto durante al stagione turistica dello Zoncolan, che d’inverno offre piste di discesa e di fondo, la possibilità di panoramiche passeggiate sulla neve con le ciaspe e, per i più pigri, escursioni notturne a bordo del gatto delle nevi. D’estate, invece, lo Zoncolan è frequentato da escursionisti e da appassionati di ciclismo: sui suoi tornanti si snoda infatti la salita più impegnativa di passate edizioni del giro d’Italia, il cui arrivo è posto proprio nei pressi del rifugio.
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