www.turismofvg.it
  

Newsletter - febbraio 2012

Scarica il pdf completo


Alla scoperta del territorio: gli ecomusei nel portale turistico regionale

Da luogo della memoria a memoria del luogo: si potrebbe definire così, in sintesi, il percorso che ha portato alla definizione degli ecomusei, strutture museali innovative che non sottraggono beni culturali al luogo che li ha creati, ma anzi hanno l’ambizione di consentire a una collettività di riappropriarsi del proprio patrimonio culturale. Per questo, non sono delimitati dalle mura di un edificio, ma comprendono i paesaggi, larchitettura, le opere delluomo e anche le sue conoscenze. Il Friuli Venezia Giulia è stato una delle prime Regioni a istituirli e ora ne conta quattro, collocati tra Alpi e Prealpi: “Le acque del Gemonese”, nella piana alluvionale di Osoppo e Gemona; nelle Dolomiti friulane “Lis Aganis”, che deve il nome alle leggendarie fate friulane delle acque; “Val Resia”, nella splendida e selvaggia valle dove si parla un’antica lingua e si suonano antiche musiche con antichi e unici strumenti a corde; e infine nel piccolo comune di Paularo “I Mistîrs”, termine friulano che significa “mestieri”, incentrato sulla tutela e la riscoperta di professionalità dimenticate. Attraverso queste strutture, la popolazione del luogo si prende cura del proprio patrimonio dando valore al paesaggio e ai beni culturali materiali e immateriali che vi sono conservati, tutelando il territorio nelle sue forme e manifestazioni fisiche e biologiche, rinnovando pratiche di vita e di lavoro, produzioni locali, saperi tradizionali. Inoltre, gli ecomusei si occupano anche della promozione di attività didattiche e di ricerca.
Da oggi, è possibile ottenere tutte le informazioni sugli ecomusei del Friuli Venezia Giulia, le loro attività, gli eventi e gli appuntamenti sul territorio in modo semplice e aggiornato, interrogando il portale turistico regionale, che è ormai diventato il cuore di un sistema integrato di informazioni. La pagina generale dedicata agli ecomusei si raggiunge da vari percorsi ed esperienze; da qui si raggiungono le pagine dedicate alle singole strutture, da dove si può ulteriormente navigare per scoprire eventi e attività legati a quel territorio.


Il Friuli Venezia Giulia di Napoleone Bonaparte

Crocevia di popoli, incontro di culture, ma anche terra contesa e teatro di tante battaglie, il Friuli Venezia Giulia. Tra il 1797 e il 1814 la guerra tra la Francia di Napoleone e l’Austria degli Asburgo provoca ben sei cambiamenti di dominazione in queste terre, oltre a riorganizzazioni amministrative, potenziamento della rete viaria, ristrutturazione di fortezze e fortificazioni, nuove denominazioni di strade e paesi, “decapitazione” dei leoni alati simbolo di Venezia e naturalmente tanti morti, oltre 8000 nella sola battaglia dei Camolli, il 19 aprile 1809.
Attraverso un itinerario che da Palmanova prosegue verso Pordenone lungo unantica strada preromana ribattezzataNapoleonica”, sono diverse le occasioni per ripercorrere e rivivere parte delle campagne francesi. Napoleone entra a Palmanova il 18 marzo 1797 e da qui dichiara alla Serenissima Repubblica di Venezia la guerra che ne segna la fine. Dopo aver osservato la struttura di quella fortezza veneziana, costruita nel 1593, ordina a Bernadotte di ampliarla e costruire una terza cerchia fortificata. In quei duecento anni, infatti, gli armamenti sono cambiati e i cannoni hanno ormai una gittata molto più lunga. Il lavoro impegnerà, qualche anno più tardi, quattromila persone per quasi quattro anni: i villaggi circostanti sono distrutti per far posto a una grande spianata, si costruiscono fortini, si innalzano parapetti, si scavano un fossato e varie gallerie. Palmanova, monumento nazionale, conserva ancora oggi intatte la sua struttura originaria e gli ampliamenti successivi. La cerchia napoleonica può essere visitata con una bella passeggiata o una corsa in bicicletta.  
Battuta Venezia, nell’agosto del 1797 Napoleone si trasferisce proprio in una delle residenze del suo ultimo doge Ludovico Manin, in quella splendida Villa Manin di Passariano che ancora lo ricorda in alcune sale anche se oggi è sede di importanti mostre d’arte (vedi la quarta notizia in questa newsletter). Qui, il 17 ottobre firma il trattato di pace con l’Austria a cui vengono ceduti i territori ex veneziani. La firma del trattato doveva in verità avvenire in un luogo molto meno prestigioso, cioè  nell’osteria di un piccolo paese tra Passariano e Udine, Campoformido, che viene infatti ricordato nel nome del trattato. Pochi anni dopo, Napoleone inaugura un altro decennio di guerre e campagne che investono gran parte dell’attuale Friuli Venezia Giulia, dal Cellina all’Isonzo, da Pordenone a Pontebba. La battaglia più impegnativa dal punto di vista militare è quella “dei Camolli” che coinvolge un vasta area del pordenonese. Ogni anno, alla fine di aprile, il paese di Porcia ricorda questo avvenimento con una spettacolare manifestazione. Nel parco di Villa Correr Dolfin viene allestito un vero e proprio accampamento militare, con la riproposizione dei momenti più significativi della vita dei soldati, grazie all'intervento dei così chiamati reenactors, i rievocatori: equipaggiati con armi, cannoni e cavalli, sono persone provenienti dall'Italia e da altri Paesi europei appositamente preparate per ricreare con verosimiglianza momenti storici in una sorta di grande set cinematografico all'aperto.


A spasso per Trieste con Italo Svevo – Sedicesima puntata: autori celebri in Friuli Venezia Giulia

Trieste è stata definita come una sorta di laboratorio di sperimentazione delle crisi e delle contraddizioni del Novecento e Italo Svevo ha espresso e in parte anche incarnato alcune di queste crisi. Tedesco e italiano, commerciante e letterato, triestino cioè internazionale, Svevo nasce il 19 dicembre 1861 in una famiglia ebraica della buona borghesia cittadina con il nome di Aaron Ettore Schmitz da padre tedesco e madre italiana. Lo pseudonimo scelto per firmare i suoi romanzi ribadisce proprio questa sua duplice origine. A Trieste passa gran parte della sua vita, lavorando prima in banca e poi nell’impresa commerciale di famiglia, e qui scrive e ambienta i suoi romanzi. Grazie a lui, Trieste diventa una capitale della letteratura mondiale e nel 150° anniversario della sua nascita la città gli dedica mostre, conferenze, eventi, un concorso fotografico e uno letterario che ricorda nel titolo i protagonisti dei suoi romanzi: "Il povero Alfonso, il caro Emilio, l'egregio Zeno". Le celebrazioni sono iniziate in dicembre, ma continueranno per tutta la primavera del 2012, che è perciò il momento ideale per approfondire la conoscenza di questo celebre autore e grazie a lui della stessa città. Per tutto il mese di marzo sono in programma conferenze, film, spettacoli teatrali e concerti dedicati a Svevo e fino al 1 aprile è aperta la mostra “U.S. Ultima Sigaretta. Italo Svevo e il buon proposito”.
I percorsi di visita sugli itinerari sveviani sono organizzati in ogni momento dell’anno. La passeggiata è compresa nel centro cittadino e tocca i punti più significativi della vita e dell’attività di Italo Svevo, ma rappresentativi anche della stessa città. La casa natale, l’edificio che ospitava la sinagoga frequentata da Svevo in via delle Scuole israelitiche, le sedi di lavoro – dalla  Banca Union adiacente al Palazzo della Borsa alle Assicurazioni Generali, nate proprio a Trieste nel 1831, al quotidiano “L’indipendente” presso la cui redazione Svevo lavora e sulle cui colonne pubblica “Senilità” nel 1898 -, il Filodrammatico e la Biblioteca civica di piazza Hortis, che Svevo frequentava con regolarità e che ricorda in Senilità”, senza dimenticare le passeggiate: tutto l’itinerario è segnalato da apposite targhe che offrono anche una breve descrizione e curiosità.


A Villa Manin Realismo Socialista in Cecoslovacchia (1948-1989)

Dopo il grande riscontro di pubblico ottenuto dalla mostra dedicata all’Espressionismo, Villa Manin sarà nuovamente sede di un’importante rassegna dedicata al Realismo socialista in Cecoslovacchia (1948-1989). A partire dal 23 marzo fino all’8 luglio, attraverso cento opere tra pittura, scultura e grafica sarà possibile avere una panoramica dettagliata della produzione artistica di questo Paese, la quale si intreccia direttamente con gli eventi politici e storici accaduti. Tramite questa mostra sarà possibile conoscere da vicino un movimento artistico ancora poco conosciuto, ma che rappresenta una delle manifestazioni più esemplificative della cultura di questo Paese che faceva parte del blocco comunista. Il sistema utilizzò anche l'arte come strumento di propaganda, trattando i temi del culto della personalità, della lotta di classe, della vita quotidiana dei contadini e degli operai, presentati sempre sani e felici. Molte di queste rappresentazioni risultano poco realistiche, ma danno certamente conto dell’influenza che quell'ideologia, sempre in bilico tra utopia e realtà, ha avuto sulla storia dei Paesi al di là della Cortina di ferro. Parallelamente all’esposizione, che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Praga, dell’Ambasciata della Repubblica Ceca a Roma e italiana a Praga, avrà luogo un forum dal taglio istituzionale ed economico con la presenza di esponenti del governo della Repubblica Ceca. In particolare, questo costituirà il contesto propizio per alcuni imprenditori nel settore dell’agroalimentare, del turismo, dell’arredamento e del design per far conoscere i propri prodotti ed instaurare le basi per una proficua collaborazione tra i due Paesi.


Il Castello di Buttrio, dove l'accoglienza è exclusive

Il Castello di Buttrio, storicamente noto come Castello dei Morpurgo, è un exclusivecountryhousea quattro stelle situato sulle rinomate colline del Collio dalle quali è possibile godere di una vista senza eguali.
L’antica dimora, risalente al XIV secolo, è stata acquistata una decina di anni fa dalla famiglia di viticoltori di Marco Felluga ed è ora gestita da una delle figlie, Alessandra, che l'ha restaurata con cura e passione al fine di custodire le antiche e prestigiose atmosfere e offrire agli ospiti la possibilità di soggiornare in un luogo da sogno, caratterizzato da un'accogliente e calorosa gestione familiare.
La struttura è dotata di otto suite raffinate e complete di ogni comfort, ognuna arredata seguendo uno stile ricercato, con mobili d'epoca e dettagli esclusivi, e ogni ospite può trovare risposta alle proprie aspettative. Il Castello offre soggiorni per coppie e famiglie, costituisce il luogo adatto per chi sia alla ricerca di pace e tranquillità, ma anche per chi abbia bisogno di una location in grado di stupire per eventi importanti, quali matrimoni e convegni.
Nel ristorante è possibile degustare i prodotti tipici della cucina locale, accompagnati dai pregiati vini dell'omonima azienda agricola, i cui filari si estendono su una superficie di diciassette ettari.
Inoltre, la proprietaria propone dei tour guidati nelle cantine offrendo a chi lo desideri la possibilità di conoscere da vicino il processo di produzione di un prodotto già molto apprezzato a livello internazionale.
Passeggiando nel parco circostante il castello, è possibile osservare gli antichi resti del primo insediamento del castello e visitare la chiesetta duecentesca dei Santi Gervasio e Protasio.